i racconti della tavola rotonda

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Re Artù, la spada nella roccia, mago Merlino, la bella Ginevra, i cavalieri della tavola rotonda, la dama del lago ... sono tutti personaggi e oggetti, non solo famosi grazie ai racconti arturiani, ma dei veri e propri simboli.

La tavola rotonda è diventata l'emblema della democrazia, Artù il paradigma del re giusto, Merlino il prototipo del mago, Ginevra e Lancillotto il simbolo della passione travolgente e peccaminosa.

Ma la loro leggenda nasce e fiorisce proprio in questo periodo.

chi

Innumerevoli sono gli artisti, scrittori, poeti, registi, che si sono occupati delle vicende di re Artù e dei suoi cavalieri.

Per restare ai primi autori, nel 1136 Goffredo di Monmouth creava la figura di Uther Pendragon e del figlio Artù, eroe leggendario, cavaliere senza paura, re saggio grazie ai consigli del mago Merlino, tradito dalla bella moglie Ginevra.

Dopo Goffredo, la materia arturiana fu arricchita da Chrétien de Troyes, il più grande scrittore europeo medievale prima di Dante.

Cosa

La materia arturiana racconta le imprese di Artù e dei cavalieri della tavola rotonda: Lancillotto, Galvano, Percival, Erec ...

Le imprese guerresche sono intrecciate con le vicende amorose, con la magia e la ricerca del santo Graal, la coppa in cui bevve Gesù durante l'ultima cena.

In questo modo i fatti d'arme sono legati alle virtù spirituali dei cavalieri, dato che solo un puro di spirito potrà raggiungere il Graal.

quando

I fatti, anche se in qualche modo collocati fuori dal tempo, riguardano il momento storico in cui l'impero romano crolla e i popoli celti (di cui Artù è il leader) devono affrontare le invasioni dei Sassoni.

dove

Luogi fisici in Inghilterra, Galles, Scozia, Irlanda (ma in alcuni racconti anche Roma) e luoghi mitici, come Avalon.

E, sopra tutti, Camelot, la residenza in cui Artù e i cavalieri si riuniscono intorno alla celeberrima tavola rotonda.


cavalieri


artù

Artù è il figlio di Uther Pendragon e Ygraine di Cornovaglia.

Si tratta di una figura già nota alle leggende celtiche e alle cronache latine, che ne parlano come di un dux bellorum, un comandante militare.

Nei primi romanzi dedicati alla sua figura è già presentato come re.

Si discute se alla base delle leggende intorno a questo personaggio ci sia un uomo storicamente esistito.

Il dibattito prese avvio già nel Rinascimento perché i Tudor si facevano discendere proprio da re Artù e quindi avevano tutto l'interesse a dimostrare che si trattava di una figura storica.

Tra gli studiosi moderni non c'è una visione unanime, ma in molti sono convinti che alla base della leggenda ci sia stato un leader militare celtico protagonista della difesa dell'Inghilterra dalle invasioni dei popoli germanici tra la fine del V e gli inizi del VI secolo d. C.

Durante il Medioevo si forma il nucleo essenziale della leggenda di Artù, il re giusto che riunisce a Camelot intorno alla tavola rotonda tutti i più valorosi guerrieri inglesi, e della morte di Artù e della fine di Camelot stessa, segnata dal tradimento di Mordred (il figlio che Artù ha avuto da sua sorella) e dalla scoperta della relazione fra Ginevra e Lancillotto.

 

(ho tratto le informazioni su Artù e gli altri personaggi dal Camelot project dell'università del Rochester. Per Artù dalla pagina al  seguente indirizzo http://d.lib.rochester.edu/camelot/theme/arthur)

lancillotto

Già nel Lancillotto (1179-1180) di Chrétien de Troyes, questo personaggio è il cavaliere più importante fra quelli che siedono alla tavola rotonda insieme ad Artù, salva la regina Ginevra dal rapimento e ne diventa l'amante.

Secondo la leggenda medievale Lancillotto è stato cresciuto da una fata in un regno incantato sul mare. All'età di quindici anni, Lancillotto chiede alla fata di poter andare nel mondo degli umani per conquistare la gloria e l'onore.

Nei racconti medievali non sempre è l'amante di lady Ginevra, anche se lo è di molte dame.

Nel manoscritto del '300 Tavola Ritonda, si afferma che Lancillotto fu cresciuto dalla Dama del Lago quando sua madre morì dandolo alla luce; anzi, è proprio la Dama del Lago che lo chiama Lancillotto, in quanto saggio ed esperto nel maneggiare la lancia e la spada. Per questo, inoltre, egli inizia a essere conosciuto come Lancillotto del lago. Il suo nome di battesimo sarebbe Galaad, in onore del figlio di Giuseppe di Arimatea (il personaggio che secondo il racconto dei vangeli custodisce il corpo di Gesù dopo la crocifissione) e del primo re cristiano del Galles.

In molte versioni della leggenda, Lancillotto si innamora di Ginevra al primo sguardo e grazie all'amico Galeotto riesce a diventare il suo amante.

Per salvare Ginevra da Meleagant che l'ha rapita è disposto a tutto, anche a perdere l'onore salendo su una carretta (un gesto infamante per un cavaliere) e per questo sarà anche chiamato "il cavaliere della carretta".

Non solo prode cavaliere, Lancillotto, ispirato dall'amore, è anche un artista, come dimostrano le pitture che esegue sui muri della stanza in cui lo ha imprigionato la fata Morgana.

Partito, come altri cavalieri alla ricerca del sacro Graal, Lancillotto non riesce a compiere l'impresa a causa dell'amore che prova per Ginevra.

Quando viene scoperta la sua relazione con Ginevra, in un primo momento fugge, ma ritorna quando viene a sapere che la regina è stata condannata a morte e la salva ancora una volta. Tuttavia, negli scontri che deve sostenere per salvare Ginevra, uccide Gaheris. Questo fatto scatenerà la guerra fra Artù e Lancillotto di cui approfitterà Mordred per tentare di usurpare il trono e la morte di Artù nello scontro con Mordred.

Lancillotto vendicherà il re uccidendo i figli di Mordred, dopo di che si ritirerà da ogni lotta e vivrà fino alla morte come un eremita.

Uther pendragon

Uther è il padre di Artù.

Goffredo di Monmouth spiega che il suo nome è dovuto a una cometa dalla forma di drago che apparve nel cielo prima di un'importante battaglia contro i Sassoni nella quale morì Aurelio, fratello di Uther. Secondo Goffredo, l'apparizione del drago nel cielo profetizzava l'ascesa al trono di Uther.

Divenuto re, Uther si innamora di Igraine, sposa di Gorlois, duca di Cornovaglia, la corteggia, ma senza successo. Per questo muove guerra a Gorlois e grazie all'aiuto di Merlino che grazie a un rito magico gli trasforma l'aspetto in quello di Gorlois. Uther, così trasformato, riesce a introdursi nella fortezza di Tintagel e trascorre la notte insieme a Igraine, che rimane incinta.

Dopo la morte di Gorlois in battaglia, Uther chiede e ottiene la mano di Igraine.

Alla nascita di Artù lo consegna a Merlino e successivamente, secondo il racconto di Goffredo di Monmouth, avrà da Igraine una figlia che chiamerà Anna.

Impegnato da sempre nella difesa dell'Inghilterra dai tentativi di invasione dei Sassoni, Uther sarà ucciso proprio da loro, ma con l'inganno, non in battaglia.

Uther, assetato, berrà l'acqua di un pozzo (avvelenato dai Sassoni) e così incontrerà la morte.

Sarà seppellito dentro l'Anello del Gigante (Stonehenge).

Per maggiori informazioni sulla sua figura, si può leggere la seguente pagina del Camelot Project http://d.lib.rochester.edu/camelot/text/lopez-uther-and-igraine


antagonisti


mordred

Nella leggenda arturiana, Mordred è sempre l'antagonista di Artù, anche se non sempre è il figlio della relazione incestuosa con la sorella.

Nei primi documenti di tratta di un suo nipote, e così è ancora fino al 1136, quando Goffredo di Monmouth scrive la sua Storia dei re dei Britanni. Qui anzi è espressamente detto che si tratta del figlio di re Lot e di Anna, sorellastra di Artù e che sarà Mordred, e non Lancillotto, l'amante di Ginevra. Mentre Artù è lontano dalla patria per combattere contro il generale romano Lucio, Mordred inizia una relazione con Ginevra e cerca di usurpare il trono. Quando il re ritorna dalla Francia, si combattono una serie di battaglie la più sanguinosa delle quali è la battaglia di Camlann, in Cornovaglia, dove Artù incontrerà la morte.

Negli scrittori medievali francesi compare per la prima volta il tema - destinato a successo letterario - della nascita di Mordred dal rapporto incestuoso fra Artù e la sorella (che è comunque sempre la moglie di re Lot). In alcune versioni del racconto i due non sanno di essere fratello e sorella, mentre in altre versioni è addirittura Artù che inganna la sorella facendole credere di essere suo marito Lot.

vortigern

Gildas parla di un superbus tyrannus che invita i Sassoni in Britannia. Beda chiama questa figura Vortigern.

Nennius racconta degli inutili tentativi di Vortigern di costruire una torre che, puntualmente, crollava. Saputo che per edificare la torre avrebbe dovuto spruzzarla con il sangue di un bambino nato senza padre, Vortigern viene informato dell'esistenza di Merlino e tenta di sacrificarlo.
Il mago si salva svelando al re il segreto dei continui crolli della torre: molto al di sotto del livello del suolo si trova un lago in cui vivono due draghi in lotta fra di loro. I movimenti dei draghi fanno crollare la torre.

Nelle interpretazioni successive, i due draghi rappresenteranno Celti e Sassoni e il crollo della torre allude alla morte di Vortigern.

 

Goffredo di Monmouth racconta che Vortigern convinse Constans, fratello di Uther Pendragon, a impadronirsi del potere e che dopo l'ascesa al trono di Constans lo fece uccidere autoproclamandosi re.

 

Nella Triade Gallese si racconta che Vortigern invitò i Sassoni in Britannia e fu il primo a stringere accordi con loro.


maghi


merlino

Mutaforma, esperto di arti magiche, profeta, consigliere di re ... Merlino è la figura per eccellenza dello stregone, che ha ispirato personaggi popolarissimi come il mago Gandalf della saga del Signore degli anelli o Silente, il preside della scuola di Hogwarts.

La sua invenzione si deve alla creatività di Goffredo di Monmouth che nel XII secolo scrisse la Storia dei re della Britannia in cui fonde in un unico personaggio due distinte tradizioni: quella del bardo e indovino gallese Myrddin con quella di Ambrosius, nato senza padre e che profetizzò la conquista della Britannia da parti dei Sassoni, e di cui parla il cronista Nennio nel IX secolo.

A Goffredo di Monmouth si deve anche la creazione del nome Merlino,  dato che la traduzione di Myrddin sarebbe Merdinus, un nome poco esaltante per il più potente dei maghi.

Nella sua opera Goffredo di Monmouth immagina che Merlino sia il consigliere personale di Uther Pendragon e trasporti le rocce di Stonehenge dall'Irlanda all'Inghilterra, ma non è associato alle vicende di Artù.

In età medievale la sua figura diventa celebre e assume un'importanza decisiva in tutte le opere che vengono dedicate al ciclo arturiano, sia in lingua inglese che francese.

Ne La morte di Artù di sir Thomas Malory, Merlino è la guida di Artù, lo segue nei momenti più delicati, lo indirizza con la sua conoscenza del futuro, lo aiuta con le sue arti magiche (ad esempio a trovare la spada Excalibur).

Anzi, si può dire che senza Merlino Artù non esisterebbe affatto.

Quando Uther Pendragon si innamora di Ygraine, è Merlino a consigliargli di attaccare Gorlois, duca di Cornovaglia e marito di Ygraine.

Durante l'assedio che il duca ha posto al castello di Uther, Merlino con le sue arti magiche trasforma le sembianze di Uther in quelle di Gorlois. Uther Pendragon, così trasformato, si reca al castello di Ygraine e giace con lei concependo Artù.

In alcune versioni della leggenda, Merlino si innamora di Viviana, a cui insegna le arti magiche e dalla quale verrà imprigionato in una grotta sotto il mare.

Nella versione di sir Malory, Merlino è generato dall'inferno. I demoni, riuniti in assemblea, decidono di inviare nel mondo degli umani qualcuno che abbia i loro poteri e riproduca il male del mondo sotterraneo nel mondo terrestre. Così un diavolo sale in superficie e concepisce Merlino.

morgana

Più degli altri personaggi del ciclo arturiano, quello di Morgana ha subito nei secoli trasformazioni considerevoli, al punto che non è possibile ricostruire una sua evoluzione, ma solo indicare alcune caratteristiche che accompagnano la sua figura.

Dato che nelle leggende medievali Morgana è presentata come moglie di re Urien e madre di Iwain, si è pensato che il suo personaggio possa discendere dalla dea celtica Modron, moglie di Urian e madre di Owain. Alcuni studiosi hanno notato che il nome Morgana somiglia in maniera evidente a quello di alcuni spiriti delle fate celtiche, chiamate "mari-morgans". Un'ulteriore somiglianza con le tradizioni folkloristiche celtiche è stata notata fra il nome Morgana e la dea guerriera irlandese Morrigan.

 

Goffredo di Monmouth:

Nella Vita Merlini, Goffredo afferma che la fata Morgana è la più bella di nove sorelle, è capace di mutare forma, vola, ed è una potente guaritrice.

Il personaggio di Morgana è inoltre associato alla mitica isola di Avalon, in cui sarà trasportato Artù in fin di vita.

 

Chrétien de Troyes:

è il primo autore a scrivere che Morgana è la sorella di Artù.

In Erec et Enide e in Yvain, i protagonisti sono guariti dalle ferite ricevute in duello da una pozione magica preparata da Morgana.

Inoltre Morgana è l'amante di Guingemart, signore di Avalon.

 

Romanzi francesi:

Qui Morgana inizia ad assumere caratteristiche oscure.

Allevata in un convento perché sospettata di essere una figlia illegittima, impara in fretta l'arte della guarigione, a leggere, scrivere e si interessa di astrologia. Merlino le insegna la magia mentre Artù è impegnato nella guerra contro i Sassoni.

Morgana diventa l'amante di Guiomar, cugino di Ginevra, ma quando quest'ultima fa in modo che la relazione tra i due finisca, Morgana inizia a odiare sia Ginevra che, di conseguenza, Artù.

Tenta di sedurre Lancillotto, ma essendo respinta cerca di far scoprire la relazione tra il cavaliere e Ginevra.

Crea la Valle del Non Ritorno, in cui intrappola diversi guerrieri, compreso Lancillotto.

In alcune versioni Merlino si innamora di lei e le insegna tutto ciò che sa di magia.

Morgana crea un duplicato di Excalibur e del suo fodero, li da ingannevolmente ad Artù e consegna la vera Excalibur e il vero fodero al suo amante sir Accalon di Gaul.

Da lei Mordred saprà della relazione fra Lancillotto e Ginevra.

Seduce diversi cavalieri.

Stranamente, Morgana salverà Artù nella battaglia finale e lo guarirà dalle mortali ferite.


dame


ginevra

Figlia di re Leodegrance di Cameliard, Ginevra è la sposa di re Artù, che successivamente tradirà, causando la rovina di Camelot.

Uno degli episodi più noti della sua vicenda è il rapimento da parte di Meleagant.

L'episodio compare per la prima volta nella Vita di san Gildas (1130 circa) di Caradoc di LLancarfan.

Goffredo di Monmouth introduce il tema del tradimento coniugale (con Mordred).

Nel Lancillotto di Chrétien de Troyes, si definisce la sua relazione con Lancillotto, di cui Ginevra si innamora dopo che il cavaliere l'ha salvata da Melagant. In quest'opera Ginevra è un'amante appassionata anche se forse eccessivamente esigente, infatti si rifiuta di vedere Lancillottto, che pure l'ha salvata rischiando la vita, perché ha esitato prima di salire su una carretta (una prova imposta per liberare Ginevra e di fronte a cui Lancillotto esita perché la situazione sarebbe stata infamante per un cavaliere). D'altro canto, in quest'opera Ginevra ama appassionatamente Lancillotto, tanto che pensa di suicidarsi quando sente notizie sulla sua morte.

Nel romanzo La morte di Artù, di sir Thomas Malory, dopo che viene scoperto il tradimento coniugale Ginevra viene condannata a morte, ma viene salvata ancora una volta da Lancillotto. Artù parte per la Francia con un esercito per attaccare Lancillotto e in questo frangente, Mordred, approfittando del vuoto di potere, tenta di usurpare il trono e sposare Ginevra che si rifugia nella Torre di Londra. Dopo il ritorno e la morte di Artù, Ginevra decide di vivere il resto della sua vita in un convento. Qui Lancillotto le fa visita, ma la regina si rifiuta di riprendere la relazione e anche di dargli un ultimo bacio d'amore.

Dopo la morte sarà infine seppellita da Lancillotto vicino alla tomba di Artù.

Numerose sono altre versioni della vicenda, che ogni autore ha reintepretato secondo il proprio gusto e la propria sensibilità, fino a quando in tempi più recenti, alcuni scrittori hanno raccontato la storia dal punto di vista della regina (Parke Godwin, nel suo Beloved Exile, e Persia Wooley con la sua trilogia su Ginevra)

 

igraine

Igraine è la madre di Artù, sposa, in seconde nozze di Uther Pendragon.

La leggenda racconta che un giorno Gorlois, duca di Cornovaglia, si presenta alla corte di Uther Pendragon insieme alla sposa, Igraine appunto.

Appena Uther la vede se ne innamora e prova a sedurla.

Lei, però, lo respinge e chiede al marito di andare via se non vuole perdere l'onore.

Gorlois e Igraine partono immediatamente di nascosto, ma appena Uther viene a saperlo perde il controllo, la vuole a tutti i costi e cerca un qualsiasi pretesto.

Lo trova nel fatto che Gorlois non gli ha reso l'omaggio dovuto al sovrano, così raduna l'esercito e parte per la Cornovaglia.

Gorlois lascia al sicuro Igraine nella fortezza di Tintagel e parte con le sue truppe per attaccare Artù.

Merlino trasforma l'aspetto di Artù rendendolo identico a Gorlois. Così trasformato, Uther si presenta alla fortezza di Tintagel e trascorre una notte d'amore con Igraine, che rimane incinta.

Dopo la morte in battaglia di Gorlois, Uther chiede a Igraine di sposarlo e la dama accetta. Solo successivamente scoprirà che il figlio era stato concepito proprio con Uther.

Secondo il racconto di Goffredo di Monmouth, Uther e Igraine, oltre ad Artù, avranno anche una figlia, di nome Anna.

Nel racconto di sir Thomas Malory, invece, dal primo matrimonio con Gorlois, Igraine aveva avuto tre figlie: Morgana, la fata, Morgause, e Elaine.

Per maggiori informazioni su Igraine si può leggere la voce del Camelot Project http://d.lib.rochester.edu/camelot/text/lopez-uther-and-igraine