Gaio Sallustio Crispo nacque ad Amiterno (vicino l’odierna L’Aquila) nell’86 a. C.

 

La sua famiglia era di origini plebee ma benestante, così il giovane Sallustio poté compiere gli studi nella capitale dell’impero e lì iniziare il cursus honorum, la carriera politica.

 

Nel 54 a. C. fu eletto questore, nel 52 tribuno della plebe, nel 51 entrò in Senato. Già a quest’epoca si era legato a Giulio Cesare e, probabilmente a causa dell’amicizia con il potente conquistatore delle Gallie, gli fu mossa l’accusa di indegnità morale e fu espulso dal Senato.

 

Dopo l’espulsione, Sallustio raggiunse Cesare in Gallia e militò nelle sue file nella successiva guerra contro Pompeo.

 

Dopo la sconfitta dei pompeiani, ottenne non solo la riammissione in Senato, ma fu nominato pretore e svolse con successo alcuni delicati incarichi per conto di Cesare. Alla fine della guerra, per i servigi resi al nuovo leader di Roma, fu nominato governatore della provincia di Africa nova, nata dalle ceneri del regno di Numidia.

 

Durante il mandato, il comportamento di Sallustio non dovette essere dei più onesti, dato che al ritorno a Roma fu accusato di concussione e l’accusa non doveva essere del tutto falsa, se è vero che l’ex governatore - evidentemente arricchitosi a dismisura - poté acquistare una villa fuori città e un palazzo in pieno centro a Roma, circondato da magnifici giardini che da lui presero il nome di Horti Sallustiani.

 

Comunque fossero andate le cose, sappiamo che Sallustio fu assolto in tribunale grazie all’intervento di Cesare, ma in cambio gli fu chiesto di ritirarsi dalla vita politica. Convinto che tale scelta fosse inevitabile per evitare una pesante condanna, Sallustio sposò Terenzia (che aveva da poco divorziato da Cicerone), e si dedicò all’attività di scrittore.

 

Morì fra il 35 e il 34 a. C.